


Marvel’s Wolverine Marvel’s Wolverine riesce nell’impresa di distinguersi nettamente dai precedenti titoli Marvel di Insomniac, offrendo un’esperienza matura, viscerale e narrativa che mette al centro la furia incontrollabile e senza compromessi di Logan. I punti di forza risiedono nel combat system aggressivo e soddisfacente, nel sistema di Furia ben implementato che premia l’offensiva costante, nella narrazione cinematografica e ben recitata, e nelle prestazioni tecniche impeccabili sia su PS5 ma anche e soprattutto su PS5 Pro, con modalità grafiche flessibili che garantiscono fluidità e fedeltà visiva. Il comparto sonoro e la colonna sonora completano un pacchetto tecnico di alto livello, mentre la struttura lineare permette di mantenere un ritmo serrato senza momenti morti. Non mancano però alcuni limiti: la linearità, se da un lato favorisce la narrazione, dall’altro riduce la libertà esplorativa e la longevità rispetto ai titoli open-world precedenti, con una campagna che si esaurisce in circa 12-15 ore senza un vero endgame o modalità rigocabili oltre al New Game Plus. Alcune meccaniche secondarie, come le Prove dell'Incubo, risultano poco ispirate e ripetitive, mentre il sistema di progressione, pur solido, manca di una vera profondità strategica, con un albero delle abilità che poteva essere più articolato e lo stealth, sebbene ben integrato nel gameplay, finisce - quasi sempre - per fallire riportando lo scontro ad un epilogo crudo e violento. Il prezzo di lancio, infine, potrebbe sembrare elevato per un’esperienza più breve rispetto agli standard dei titoli AAA recenti. Nel complesso, Marvel’s Wolverine è un titolo che riesce a catturare l’essenza del personaggio, offrendo un’azione brutale, una narrazione coinvolgente e una realizzazione tecnica di prim’ordine. Pur non essendo perfetto, rappresenta un’ottima aggiunta al catalogo delle esclusive PS5 e un punto di riferimento per i futuri action basati su personaggi dell'universo Marvel. PRO Combat system viscerale e reattivo, con un sistema di Furia a tre livelli che premia l’aggressività costante e trasforma Wolverine in una macchina da guerra al livello massimo I Narrazione cinematografica e matura, con dialoghi ben scritti, un tono coerente con i fumetti e un Logan tormentato reso credibile da una performance vocale intensa I Ottimizzazione tecnica eccellente su PS5 e PS5 Pro: 60 fps con ray tracing di default, modalità Pro Enhanced con PSSR e opzioni fino a 120 fps per chi privilegia la fluidità I Produzione di altissimo livello: modelli dei personaggi dettagliati, animazioni fluide, effetti di sangue e smembramento dinamico curati e un comparto sonoro con colonna sonora orchestrale di impatto CONTRO Struttura lineare e durata contenuta (12-15 ore), con poca libertà esplorativa e un endgame limitato al New Game Plus, che riduce la longevità rispetto agli standard AAA recenti I Combat system solido ma non così profondo: combo limitate, abilità con cooldown lunghi e una dipendenza eccessiva da attacchi base, parate e schivate che potrebbe rendere i combattimenti ripetitivi I Alcune meccaniche secondarie ci sono sembrate poco ispirate, come le Prove dell'Incubo, lo stealth (che finisce quasi sempre per fallire) e certi scontri contro i boss, risultano ripetitive e non all’altezza della qualità generale del gioco I Prezzo di lancio elevato per un’esperienza più breve e meno varia rispetto ai titoli open-world precedenti, che potrebbe non convincere tutti i giocatori
Onimusha: Way of the Sword Proprio quando sembrava che Capcom non potesse far meglio di quanto finora proposto nel 2026, Onimusha: Way of the Sword corona un anno eccezionale per la software house giapponese. Il franchise viene riesumato con successo dopo un riposo lungo vent'anni, non solo realizzandone il suo capitolo più riuscito ma anche un action adventure in grado di essere annoverato tra i migliori titoli di questa generazione videoludica. La storia di Miyamoto Musashi e della sua lotta contro i malvagi Genma è un'epopea di sangue sul filo di katana, che unisce un sistema di combattimento gratificante e gustoso ad una storia avvincente in grado di tenere impegnati i giocatori per molte ore. Un prodotto eccezionale che reinventa sé stesso mescolando tradizione ed innovazione, la perfetta definizione del nuovo folgorante ciclo di una Capcom forse mai così impeccabile come in questi anni. PRO Il sistema di combattimento è pura gioia | Grande atmosfera e storia avvincente | Straripante di contenuti | CONTRO L'arte della spada richiede impegno e dedizione | In alcuni frangenti Kyoto ed alcune missioni secondarie possono risultare ripetitive | A volte la difficoltà si impenna verso l'alto in modo improvviso |
Marvel Tokon: Fighting Souls Marvel Tokon: Fighting Souls si consacra senza mezze misure come un capolavoro assoluto del genere picchiaduro e come la sintesi perfetta della visione moderna portata avanti da Arc System Works nell'ultimo decennio. Il titolo riesce nell'incredibile impresa di unire un'accessibilità immediata e spettacolare con un sistema di combattimento stratificato, profondo e sfaccettato. Che scommettiamo diventerà un punto di riferimento per la scena competitiva mondiale. L'unica e vera ombra che grava sul titolo rimane l'ottimizzazione della versione PC e le relative ripercussioni sulla stabilità dei match in Crossplay. Si tratta tuttavia di una problematica che non deriva da carenze intrinseche del prodotto o del netcode in sé. Quanto piuttosto da una serie di scelte discutibili da parte di Sony (un trend generale che ultimamente si sta ripetendo un po' troppo spesso, ma di cui non è questa la sede opportuna per discutere). Per questo motivo, non ce la sentiamo in questa sede di penalizzare sul piano della valutazione un lavoro di sviluppo altrimenti eccellente. Con la viva speranza che la situazione venga risolta al più presto tramite fix dedicati. Al netto di questa criticità tecnica, ci troviamo di fronte a una produzione straordinaria, visivamente sbalorditiva e incredibilmente divertente. PRO Perfetta sintesi tra accessibilità e profondità | Pura gioia audiovisiva | Roster caratterizzato alla perfezione | CONTRO L'ottimizzazione su PC che di riflesso intacca lievemente anche l'esperienza console per via del Crossplay |
Echoes of Aincrad Echoes of Aincrad riesce nell'impresa non indifferente di far sentire il giocatore davvero parte integrante del mondo di SAO. Lo si percepisce dalla cura meticolosa posta in ogni dettaglio del suo immaginario, dalla replica delle regole del mondo di gioco all'interazione tra i personaggi. Il titolo non è esente da difetti, ma possiede un'anima definita che per me, da fan, compensa le incertezze tecniche e la lentezza di alcuni segmenti narrativi. La solidità del sistema di combattimento è sicuramente il pilastro portante dell'intera produzione, e riesce ad intrattenere e divertire per l'intera durata dell'avventura. PRO Sistema di combattimento in tempo reale vario e soddisfacente | Immersione totale nell'universo di SAO grazie a una grande cura nei dettagli | Ottima varietà di armi e sistema di personalizzazione delle MOD-EX CONTRO Sviluppo della trama principale eccessivamente lento e prolisso | Animazioni dei personaggi e dei nemici un po' troppo basiche | Sono presenti solo due piani del castello
NBA THE RUN NBA The Run è un progetto che sa bene cosa vuole essere: non è un simulatore, non cerca di essere un revival posticcio di NBA Street, ma piuttosto un arcade competitivo che sa esattamente cosa dare al giocatore: partite brevi, ritmo alto, momenti clutch, comandi intuitivi, un buon gameplay, il tutto accompagnato da un’atmosfera streetball. Il gioco funziona perché accetta con convinzione i suoi limiti: non offre una profondità tattica enorme, non è fatto per chi vuole costruire una strategia sofisticata, ma per chi vuole sentirsi immediatamente parte del campetto. Le abilità signature, il sistema momentum, i tornei rapidi e la varietà di configurazioni rendono l’esperienza rigiocabile (peccato che non ci siano vere e proprie modalità per giocatore singolo). Il titolo non è rivoluzionario, ma riesce a dimostrare che un genere dimenticato può tornare in vita se si affronta con onestà e con la giusta ambizione. NBA The Run è un’esperienza di basket da strada coinvolgente ed è il titolo perfetto da giocare quando se ne ha voglia. Per chi ama il ritmo, lo spettacolo e la tensione competitiva, vale il prezzo del biglietto! PRO Identità arcade chiara e riconoscibile con un taglio streetball molto forte I Sistema momentum e abilità signature che rendono i match dinamici I Rollback netcode e cross-play fondamentali per un online competitivo I Struttura a tornei rapidi e contenuti pensati per favorire la rigiocabilità CONTRO Un peccato che non ci siano vere e proprie modalità per giocatore singolo I Chi cerca una simulazione profonda del basket potrebbe trovarlo fin troppo arcade I La formula punta molto su ritmo e spettacolo rischiando di risultare ripetitiva
Gothic 1 Remake Il ritorno nella Colonia si è rivelata un'esperienza profondamente dicotomica. Un viaggio di testa e di cuore che lascia addosso una dolce, consapevole e quasi lacerante malinconia. Alkimia Interactive ha compiuto un vero e proprio miracolo filologico sul piano dell'atmosfera, dimostrando un coraggio immenso nel voler preservare a tutti i costi quell'ecosistema spietato e quel senso di isolamento e immersione totale che fecero la fortuna dell'opera originale di Piranha Bytes. Il problema principale del titolo, tuttavia, non risiede esclusivamente in una realizzazione tecnica che si trascina dietro troppa sporcizia, tra framerate instabile, tearing invalidante, freeze improvvisi e bug che rischiano di compromettere l'esperienza ludica e la progressione. Il vero nodo da sciogliere risiede, in realtà, dentro ognuno di noi. Gothic 1 Remake si comporta come uno specchio che ci costringe a fare i conti con la nostra stessa evoluzione di videogiocatori. E, in senso più ampio, di esseri umani. È un'opera che non possiamo fare a meno di amare per la sua commovente integrità concettuale. Ma che al tempo stesso fatichiamo a digerire a causa di quella stessa flemma strutturale e di quella spietatezza che si scontrano violentemente con i ritmi sincopati delle nostre vite. Per chi ha ancora il desiderio profondo e, soprattutto, il "lusso temporale" di potersi "fermare", la Valle delle Miniere saprà regalare una delle avventure più viscerali, autentiche e gratificanti degli ultimi anni. Per tutti gli altri, l'impatto con questa gloriosa, ruvida ed intransigente reliquia del passato potrebbe rivelarsi di difficile gestione. PRO La Valle delle Miniere è un ecosistema vivo, spietato e pulsante, privo di aiuti artificiali che prendono per mano il videogiocatore | Il miglioramento tangibile del nostro personaggio, che passa dall'essere un goffo dilettante a un guerriero letale, restituisce un senso di crescita monumentale | CONTRO Il videogioco soffre di un frame rate non impeccabile nonostante la patch dei 60 fps e di un tearing abbastanza presente, a cui si aggiungono gravi problemi di stabilità tra freeze improvvisi, crash e bug che mettono a rischio i salvataggi | La totale assenza di indicatori e la lentezza strutturale richiedono un lusso di tempo e pazienza che oggi non tutti possono permettersi |
FATAL FRAME II: Crimson Butterfly REMAKE FATAL FRAME II: Crimson Butterfly REMAKE rende giustizia ad uno dei migliori survival horror non solo della sesta generazione ma dell'intera storia del media. La storia di Mio e Mayu Amakura continua ad essere raggelante ora come ventitré anni fa, grazie a ritocchi tecnici e ludici mirati e rispettosi del materiale originario. In questa prospettiva, è un peccato che l'ottimizzazione su PlayStation 5 non riesca, allo stato attuale, ad offrire un'esperienza perfettamente fluida e scevra da incertezze. In questo contesto e di fronte ad un titolo che resta forse fin troppo fedele a sé stesso (tradizionalismo e legnosità compresi), ciò che resta in bocca è una sensazione inevitabimente agrodolce. Gli amanti del genere lo adoreranno, mentre a tutti gli altri consigliamo di approcciarsi con prudenza al villaggio Minakami: una volta entrati, uscirne non sarà affatto semplice. PRO Crimson Butterfly è un survival horror stupendo oggi come allora | Un remake che rispetta il materiale di partenza | I miglioramenti di gameplay rendono l'esperienza più contemporanea | CONTRO Senza compromessi oggi come allora | Persiste una sensazione generale di legnosità | L'ottimizzazione tecnica su PS5 presta il fianco a diverse critiche |
Xenoblade Chronicles X : Definitive Edition - Nintendo Switch 2 Xenoblade Chronicles X: Definitive Edition su Switch 2 è un ponte perfetto tra passato e futuro, e offre uno dei migliori JRPG della sua generazione a un pubblico moderno, in 4K e 60fps. PRO I 60fps costanti trasformano l'esperienza di gioco rendendo ogni movimento e ogni scontro fluido come mai prima d'ora. | Il supporto al 4K in modalità docked pulisce l'immagine ed elimina ogni traccia di aliasing valorizzando l'ottimo lavoro artistico del team. | La possibilità di passare alla versione potenziata con soli 4,99 euro è un ottima mossa per chi ha già supportato il gioco su Switch 1. CONTRO Lo schermo è costantemente invaso da troppe icone e statistiche che risultano caotiche e difficili da navigare velocemente. | La curva di ingresso per un'esperienza con così tanti contenuti, soprattutto al giorno d'oggi, è molto alta. | La componente online rimane debole e non necessaria.
Xenoblade Chronicles X : Definitive Edition - Nintendo Switch 2 Xenoblade Chronicles X: Definitive Edition su Switch 2 è un ponte perfetto tra passato e futuro, e offre uno dei migliori JRPG della sua generazione a un pubblico moderno, in 4K e 60fps. PRO I 60fps costanti trasformano l'esperienza di gioco rendendo ogni movimento e ogni scontro fluido come mai prima d'ora. | Il supporto al 4K in modalità docked pulisce l'immagine ed elimina ogni traccia di aliasing valorizzando l'ottimo lavoro artistico del team. | La possibilità di passare alla versione potenziata con soli 4,99 euro è un ottima mossa per chi ha già supportato il gioco su Switch 1. CONTRO Lo schermo è costantemente invaso da troppe icone e statistiche che risultano caotiche e difficili da navigare velocemente. | La curva di ingresso per un'esperienza con così tanti contenuti, soprattutto al giorno d'oggi, è molto alta. | La componente online rimane debole e non necessaria.
Digimon Story Time Stranger Digimon Story Time Stranger non verrà ricordato come il JRPG dell'anno o come un GOTY contender. Ma sinceramente va bene così. Non tutti i titoli ambiscono ad essere i primi della classe. A volte, per fortuna, ci sono produzioni che aspirano a rivolgersi al cuore delle persone, per risvegliare ricordi e regalar loro sogni. E il titolo Bandai Namco fa esattamente questo. Un autentico dono ai fan del franchise, un'avventura entusiasmante che non potrà non esaltare chi è cresciuto a pane e Digimon. Preparatevi ad un viaggio a spasso nel tempo: c'è un'Apocalisse da impedire! PRO Il miglior Digimon di sempre | Il sistema di combattimento è intuitivo, dinamico e divertente | Tutto ciò che riguarda l'allevamento dei Digimon è curato e stratificato | CONTRO Tecnicamente risulta un po' arretrato | Poca personalità nel comparto sonoro | Un JRPG molto lineare, con tutto ciò che ne deriva |
NBA 2K26 NBA 2K26 è, senza ombra di dubbio, la migliore iterazione cestistica di 2K degli ultimi 10 anni. Il motore ProPLAY è stato enormemente migliorato rispetto a 2K25, dando vita a un gioco splendidamente realizzato - con tutta una serie di migliorie al gameplay e alla qualità della vita - e supportato da una presentazione eccezionale. Ci sono così tanti modi diversi per divertirsi con NBA 2K26 che sia i veterani che i neofiti della serie se ne innamoreranno all'istante. Alcune modalità privilegiano ancora le annose microtransazioni - come unica via per il successo - ma fortunatamente sono meno invasive rispetto al passato! PRO Il sistema ProPLAY ha permesso di apportare miglioramenti evidenti sotto tutti i punti di vista in termini di gameplay I IA decisamente più convincente I Presentazione superlativa I Tutte le modalità hanno ricevuto dei miglioramenti fra queste anche la WNBA che continua a crescere I Graficamente superlativo I Miglioramenti ponderati alla qualità della vita CONTRO Le microtransazioni ci sono ancora (purtroppo)
Demon Slayer: The Hinokami Chronicles 2 Demon Slayer: The Hinokami Chronichles 2 ci ha regalato un'esperienza visivamente splendida, tecnicamente solida e pensata per soddisfare i fan della serie. Le animazioni, le musiche, le cinematiche: tutto è ricreato con passione e rispetto per il materiale di partenza. È praticamente impossibile non apprezzare l’amore per l’opera originale che traspare da ogni scelta stilistica. Ma al tempo stesso, le sezioni esplorative risultano deboli, le interazioni poco profonde, e il gameplay – seppur raffinato – resta ancorato ad una semplicità che nel lungo periodo toglie mordente. È dunque un prodotto che consigliamo caldamente a chi ama Demon Slayer e vuole rivivere quei momenti iconici in prima persona. E finalmente, oseremo dire, perché questa volta c'è tanto contenuto e fanservice. Almeno per il target di riferimento, questa volta, ci siamo. PRO Finalmente ricco di contenuti | Presentazione audio-visiva sublime | Sistema di combattimento esplosivo ed accessibile a tutti... | CONTRO ... ma un minimo di profondità in più sarebbe stata gradita, pur senza allontanarsi dal target dei casual gamer | Narrativa frammentata | Le sezioni collaterali vengono subito a noia |
Killing Floor 3 Killing Floor 3 è il capitolo più ambizioso dell'horde shooter di Tripwire Interactive. Un coraggio che passa attraverso la scelta di un nuovo stile estetico nonché di un sistema di classi che avvicina il titolo agli hero shooter, pur preservandone le caratteristiche ludiche fondamentali che hanno decretato il successo della serie. Sanguinoso ed adrenalinico, la terza invasione degli zed presta tuttavia il fianco a qualche critica a causa di un'offerta contenutistica di lancio un po' ridotta e di alcune scelte che potrebbero interdire i fan più tradizionalisti. Con l'incoraggiante promessa di un supporto costante e duraturo, gli sviluppatori potrebbero regalare al pubblico un'esperienza imperdibile: incrociamo le dita! PRO Adrenalinico e divertente come da tradizione | Il sistema di classi fornisce nuova chiave di lettura strategica | Un'esperienza gore con un'ottima colonna sonora | CONTRO L'inserimento di caratteristiche da hero shooter potrebbe non piacere a tutti | La nuova estetica abbandona alcune caratteristiche della saga | Scarsa varietà al lancio, soprattutto in termini di mappe e nemici |
La nuova fatica di Funcom Oslo è la miglior trasposizione dell'universo di Dune che si sarebbe mai potuti volere da fan - o meno - dell'opera letteraria o, meglio, delle recenti pellicole a esso ispirate. Dietro un titolo survival di stampo MMO, si nasconde un'esperienza brutale e avvincente, quanto unica e appagante; specialmente se riusciremo a trovare un affiatato gruppo d'amici con cui vivere l'intera avventura in PvE, e prepararci alla controparte PvP in continua evoluzione offerta dal gioco. Nonostante pecchi in alcuni aspetti riguardanti il QoL - quality of life -, specialmente per i neofiti del genere, e una ripetitività intrinseca nel suo genere, siamo di fronte a una trasposizione quanto più fedele possibile del mondo e la vita sul pianeta di Arrakis. Le sue lotte per la sopravvivenza, tra politica, guerra, e continua ricerca e costruzione del nostro personalissimo paradiso, tra l'inferno del calore delle lande aride del suo pianeta. Se siete anche solo vagamente incuriositi da Dune: Awakening, il nostro consiglio è quello di sfruttare questi mesi di caldo estivo per provare a immergevi completamente nel titolo, scrivere la vostra storia, e forse, diventare i nuovi Mahdi delle leggende Fremen.
Recensione Death Stranding 2: On the Beach: Il capolavoro finale di Hideo Kojima Death Stranding 2: On the Beach è un’opera che divide, che sfida, che non cerca mai di piacere a tutti. E proprio per questo riesce a lasciare un segno più profondo. Hideo Kojima torna a parlare di connessioni, ma questa volta lo fa in un mondo che non ha più bisogno di essere unito: lo fa in un mondo che deve imparare a convivere con le proprie fratture, con le sue ombre, con le sue memorie spezzate. È un videogioco che parla di lutto e di speranza, di scelte collettive e sacrifici personali, ma che riesce a restare un gioco nel senso più puro e profondo del termine. Dal punto di vista ludico, il titolo evolve con coerenza la formula originale, integrando nuove meccaniche, ritmi più dinamici e una struttura più stratificata, dove la componente narrativa e quella gestionale si incontrano senza mai scontrarsi. Non tutto è perfetto: alcune sezioni risultano ancora troppo lente, certe scelte di gameplay potrebbero disorientare chi si aspetta un’azione più continua, e qualche passaggio narrativo rischia di risultare eccessivamente criptico. Ma sono piccole crepe in un’opera che riesce, ancora una volta, a essere visionaria, fragile e potentemente umana. Il comparto tecnico su PS5 rasenta l’eccellenza: caricamenti fulminei, pulizia visiva, stabilità granitica, senza rinunciare al dettaglio artistico che rende ogni inquadratura degna di uno scatto fotografico. Il DualSense viene sfruttato in modo eccellente, così come l’audio 3D e il feedback aptico, rendendo ogni passo, ogni goccia di pioggia e ogni battito del cuore del BB parte viva dell’esperienza. In definitiva, Death Stranding 2 è molto più di un sequel. È un’opera seconda che riscrive il senso della prima, un nuovo viaggio che non cancella il precedente ma lo trasforma, lo rielabora, lo sublima. È uno di quei giochi che chiedono fiducia, tempo, e un pizzico di abbandono. Ma se ci si lascia andare, On the Beach riesce a toccare corde che raramente il videogioco moderno osa sfiorare. PRO Narrazione matura, emozionante, ricca di sfumature | Gameplay evoluto, vario e sorprendente | Comparto tecnico eccellente su PS5 | Colonna sonora e sound design memorabili Ambizione e coerenza autoriale fuori dal comune CONTRO Alcune sezioni ancora troppo lente o criptiche | La struttura ibrida potrebbe disorientare i neofiti | Non sempre bilanciate le nuove meccaniche action
RAIDOU Remastered: The Mystery of the Soulless Army RAIDOU Remastered: The Mystery of the Soulless Army è una piccola grande chicca dell'epoca PlayStation 2, inaspettatamente tirata a lucido per il pubblico contemporaneo. Se oggi già poter mettere le mani su questo capitolo della serie Devil Summoner è un'autentica sorpresa, lo è ancor di più constatare il lavoro svolto da ATLUS che non solo ha sensibilmente modernizzato la presentazione, ma ha profondamente ritoccato i contenuti ed il sistema di combattimento. A metà strada tra rimasterizzazione e remake (ma paradossalmente più sbilanciato verso quest'ultimo), il ritorno di Raidou Kuzunoha resta tuttavia un prodotto per veri intenditori, che si rivolge ai fan più accaniti del genere e del franchise di Megami Tensei. PRO All'interno del franchise di Megami Tensei è pressoché unico | Fasi di combattimento completamente stravolte ed ammodernate | Non solo è indiscutibilmente la versione migliore del titolo, ma è altresì anche in italiano | CONTRO Strutturalmente resta un titolo di quasi vent'anni fa | I combattimenti tendono a diventare caotici e con alcuni risvolti poco tattici | In alcuni frangenti si poteva fare qualcosa di più a livello grafico |
Stellar Blade I ragazzi di Shift Up non sono certo di primo pelo. Stellar Blade è del loro primo tentativo - centrato in pieno - di portare le ammiccanti guerriere soldato di Goddess of Victory: Nikke in un contesto ludico più complesso, nel tentativo d'offrire qualcosa di fresco seppur familiare ed originale. Il lavoro fatto con questo porting è risultato ottimo, e difficilmente criticabile, sia in termini contenutistici che di qualità e stabilità tecnica. Merito di una produzione fatta in maniera intelligente, che ha saputo sfruttare al meglio i limiti di un engine erroneamente pensato vetusto e antiquato. Stellar Blade presenta l'ennesimo passo verso una nuova generazione per la fruizione del mondo videoludico, fatto solamente di offerte concrete, e possibilità di plasmare il gioco alle nostre necessità e voglie, siano esse d'immagine o di fluidità. Era non avete più scuse; si va a caccia del Naytiba Alpha! PRO Porting incredibilmente riuscito | Aggiunta di nuovi contenuti non solo per i giocatori PC | Restiamo in attesa delle Mod! CONTRO Prezzo al lancio non particolarmente invitante | Alcune sbavature tecniche dovute ai limiti dell'UE4 | Prima o poi finisce
Lost in Random: The Eternal Die Lost in Random: The Eternal Die è un meraviglioso roguelite caratterizzato da un combat system tanto semplice quanto divertente, un sistema di potenziamenti ispirato e funzionale e un plot tutto sommato godibile. È un peccato che non ci sia più casualità ad ogni partita, ma nonostante ciò, vale assolutamente la pena (considerando anche il prezzo budget) passare un po' di ore a tirare i dadi con Aleksandra. PRO Funzionamento delle reliquie davvero intelligente | un fantastico Roguelite con combattimenti divertenti | armi divertenti da utilizzare | Bellissima art e sound design ... CONTRO ... anche se una maggiore diversificazione non avrebbe guastato | avremmo gradito una maggiore casualità fra una partita e l'altra4News.it est un site internet de jeux vidéo édité en Italie
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