


Halo: Campaign Evolved centra l’obiettivo che si era posto fin dall’annuncio: essere allo stesso tempo un’ottima porta d’ingresso per chi non ha mai vissuto l’epopea di Master Chief e un motivo solido di ritorno per chi la conosce a memoria. Il salto a Unreal Engine 5 paga soprattutto in Modalità Prestazioni, dove il gioco scorre fluido e stabile su Xbox Series X senza sacrificare ray tracing e illuminazione dinamica, mentre le tre missioni di Operation: Meteorite e i 42 Teschi garantiscono qualche buona ragione in più per tornare sull’anello anche a campagna finita. A lasciare qualche perplessità sono soprattutto la Modalità Qualità ancora acerba e un ampliamento narrativo che, per quanto gradito, non stravolge il peso della storia originale. Resta comunque, nel complesso, la versione più completa e curata mai realizzata della campagna che ha dato inizio a tutto.
DEAD OR ALIVE 6 Last Round riesce nell’impresa tutt’altro che scontata di far tornare rilevante un capitolo che molti avevano ormai archiviato. Grazie ai 120 FPS, alle migliorie grafiche, al roster che comprende i precedenti DLC e a una sorprendente modalità Foto, questa nuova edizione rappresenta il punto più alto raggiunto da DEAD OR ALIVE 6. Di sicuro non è il ritorno esplosivo che rilancerà da solo l’intera saga, ma è un segnale estremamente positivo per il futuro del franchise, considerato il fatto che il nuovo capitolo è già stato annunciato. Se questo è il terreno su cui verrà costruito DEAD OR ALIVE 7, i fan possono guardare avanti con un certo ottimismo.

Sono rimasto molto soddisfatto delle mie ore passate in compagnia di The Adventures of Elliot: The Millennium Tales. Il titolo sviluppato da SQUARE ENIX e Claytechworks è riuscito a stuzzicare quel senso di avventura e scoperta tipico degli Action RPG vecchia scuola. Il sistema di combattimento è di per se semplice, ma grazie alle tantissime possibilità di scelta per le armi risulta sempre divertente da giocare. La più grande pecca del gioco è però legata a un senso di ripetività che permea un po’ per tutto il gioco. Credo che la software house avrebbe potuto differenziare un po’ meglio le varie epoche storiche che andremo a visitare, magari con nemici unici per ogni epoca o differenziando maggiormente anche i dungeon secondari. In definitiva però credo che grazie all’ottimo comparto narrativo e al gameplay solido The Adventures of Elliot: The Millennium Tales sia un’ottima nuova IP per la software house.

Forza Horizon 6 è, senza riserve, il miglior capitolo della serie e uno dei racing game più completi mai realizzati. Playground Games ha saputo costruire attorno al Giappone un’esperienza che va ben oltre la semplice trasposizione geografica: è un tributo sentito a una cultura automobilistica unica al mondo, tradotto in meccaniche di gioco solide, contenuti straripanti e una cura estetica che raramente si vede nel genere. Con oltre 550 auto al lancio, una mappa di dimensioni e varietà eccezionali, un sistema stagionale dinamico e una componente creativa e sociale profondamente rinnovata, questo titolo ha tutto ciò che serve per occupare centinaia di ore del tempo dei suoi giocatori.
Siamo solo ad aprile ma è ormai chiaro che il 2026 è un anno d’oro per CAPCOM. La software house ci regala il suo terzo successo di fila grazie a PRAGMATA, un gioco davvero unico nel suo genere. Il rischio di realizzare una nuova IP è stato completamente ripagato dato che ci troviamo di fronte a un titolo che eccelle in tutte le sue parti e che ha davvero pochissimi punti deboli. Il sistema di gioco che sulla carta potrebbe sembrare qualcosa di inusuale è invece divertentissimo e funziona perfettamente, così come il comparto narrativo ricco di emozioni grazie al rapporto tra Hugh e Diana. Avrei gradito una zona in più da esplorare per aggiungere più varietà e qualche ora di gioco? Sì, certo. Ma ciò non toglie il fatto che PRAGMATA sia uno dei giochi più interessanti del 2026, e sono sicuro che come me molti giocatori condivideranno questo parere.

Dopo tantissime ore in compagnia di MONSTER HUNTER STORIES 3: TWISTED REFLECTION posso dirvi che il nuovo capitolo è un grande passo in avanti per lo spin-off. CAPCOM è riuscita a migliorare parecchio alcune delle problematiche evidenziate nei precedenti episodi, introducendo una serie di novità che rendono il gameplay molto più interessante e coeso. Scegliere la salvaguardia dell’ambiente come una delle tematiche principali è stata sicuramente una scelta vincente, dato che si riflette molto bene anche nel gameplay grazie alle funzionalità di ripristino degli habitat. Non manca però qualche sbavatura qua e la, con qualche texture delle ambientazioni che poteva essere curata un po’ di più e degli elementi di storia un po’ prevedibili. Nonostante ciò credo che MONSTER HUNTER STORIES 3: TWISTED REFLECTION sia un JRPG mostruosamente interessante, che farà la gioia di tutti coloro che cercano un monster-tamer diverso dal solito.
Sono davvero contento che BANDAI NAMCO stia continuando con l’ottimo lavoro legato al Tales Remaster Project. Credo che Tales of Berseria Remastered sia un prodotto riuscito molto bene, nonostante si tratti di uno dei capitoli più divisivi del franchise credo che la sua narrazione cupa e il suo cast di personaggi potranno fare breccia nel cuore di tanti nuovi giocatori grazie a questa remastered. Certo, non mancano i problemi. Tuttavia si tratta perlopiù di problematiche già presenti nell’originale, che forse oggi hanno un peso maggiore rispetto a 10 anni fa. Nonostante ciò per me Tales of Berseria Remastered è il ritorno di un classico incompreso, un JRPG che ancora oggi merita di essere giocato. E chissà quale sarà il prossimo capitolo a venire rimasterizzato…



CODE VEIN II è un esempio lampante di come “più grande” non significhi necessariamente “migliore”. Quello che è, nel suo cuore, un ottimo soulslike, viene purtroppo sommerso da strati di ripetizione e scelte strutturali discutibili. Si tratta di un cuore costretto a pompare sangue in un corpo che fatica a reggersi in piedi. Un seguito che perde parte della sua identità nel tentativo di espandersi, e che lascia nel giocatore la delusione e il rimpianto nel pensare a quanto migliore sarebbe potuto essere.
Nonostante qualche piccolo intoppo qua e la e, a parer mio, qualche contenuto tagliato di troppo, credo che DRAGON QUEST VII Reimagined sia un titolo davvero validissimo. La software house è riuscita a infondere nuova vita al settimo capitolo grazie a un comparto grafico visivamente eccezionale. La scelta dello stile diorama e dell’utilizzo di bambole come base per i protagonisti è risultata più che vincente e riesce a farci soprassedere alle varie sbavature tecniche presenti. Ammetto però che sono rimasto un po’ deluso dai contenuti inediti, che potevano essere approfonditi in modo maggiore, così come dall’assenza dei costumi alternativi per le varie Vocazioni. Alla fine della fiera però DRAGON QUEST VII Reimagined è la perfetta rivisitazione di un grande classico, un gioco imperdibile per tutti i fan degli RPG.
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